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Gli incentivi per le fonti rinnovabili: i Certificati Verdi2

Venerdì 16 Novembre 2007, 10:00 in Fonti rinnovabili di
idroelettrica_Delfino.gif

Il primo post dedicato ai Certificati Verdi riportava in forma di tabella e di grafico i dati relativi alla evoluzione negli anni del mercato dei certificati. Nel presente post, invece, indico l'andamento negli anni delle quote di Certificati Verdi, espresse in percentuali, assegnate alle fonti rinnovabili rispetto al numero totale di Certificati Verdi emessi e trattati sul mercato.

Vale la pena di trarre dai numeri riportati due riflessioni:

- la bassa percentuale delle fonti rinnovabili alternative (eolico e solare) rispetto al totale delle fonti rinnovabili considerate, a conferma che il meccanismo di incentivazione dei Certificati Verdi è più adatto a sollecitare la domanda di tecnologie mature, mentre per stimolare la richiesta delle fonti alternative, risulta più conveniente ricorrere al riconoscimento di una Tariffa Fissa;

- l'incidenza percentuale delle fonti assimilate (energia dai rifiuti) rispetto alle rinnovabili, che ci consente di avere una idea dei soldi che sono stati sottratti al reale sviluppo delle rinnovabili in Italia.

 

Certificati Verdi emessi nell'anno 2002:32.427

Idrica: 45.91%

Geotermica:20,30%

Prodotti vegetali o rifiuti: 15,70%

Eolica: 18,00%

 

Certificati Verdi emessi nell'anno 2003: 34.617

Idroelettrica: 39.60%

Geotermoelettrica: 32,60%

Termoelettrica a prodotti vegetali o rifiuti: 15,60%

Eolica: 12,20%

 

Certificati Verdi emessi nell'anno 2004: 59.972

Idrica: 48.90%

Geotermica: 20,20%

Eolica: 15,50%

Biomasse e rifiuti: 15,40%

 

 

Certificati Verdi emessi nell'anno 2005: 88.200

Idraulica: 38.45%

Geotermica: 12,72%

Eolica: 32,82%

Biogas: 5,70%

Biomasse: 6,99%

Solare: 0,02%

Rifiuti: 3,30%

 

Ciao.

A presto.

 

Si ringrazia:

1
1
20 Gen 2008
alle 10:56

ALDO

La mia società intende realizzare un impianto di cogenerazione ad olio vegetale o a biodiesel magari utlizzando gli incentivi per le filiere corte, ma entro 70 Km qui non nè esistono!. Vorremmo capire il funzionamento delle filiere corte (70 Km) ma sinceramente il GSE, con cui spesso sono a contatto, non è ancora informato nei particolari sul funzionamento di tale principio normativo. Mi chiedo? Se io acquisto l'olio vegetale da coltivatori che si trovano a 71 km dal mio impianto (la distanza massima per legge è 70 km affinchè si possa parlare di filiera corta) non avrei diritto al maggiore incentivo per le filiere corte???  Francamente sembra una Legge fatta a DOC per qualcuno questa! Classica storia all'Italiana! SAREBBE ASSURDO, nel senso che chi compra l'olio in MALESIA avrebbe lo stesso incentivo di chi lo compra a 71 Km dalla più vicina azienda agricola definita "filiera corta"?! Inoltre, facendo i calcoli del costo dell'energia sfruttando le biomasse, è assurdo che il coefficente a da utilizzare per ottenere il numero dei certificati verdi sia 1,1 rispetto ad esempio all'eolico che è 0,9 o addirittura 1 mentre tutti sanno, anche i bambini, che per produrre energia con le biomasse si hanno costi enormemente superiori rispetto all'eolico (costo della materia prima, gratis nell'eolico, manutenzioni maggiori negli impianti a biomasse rispetto all'eolico ect. ect....maggiore manodopera, ect. ect.) La nuova Finanziaria sembra proprio una presa per il c...., nel senso che alla fine la biomassa così non decollerà MAI! Non si spinge per l'uso dei biocarburanti! Infine, i CV se ci fate caso, con la nuova Finanziaria avranno un valore inferiore rispetto a prima. Già perchè al valore prestabilito di € 180,00 per MW, va sottratto il valore medio dell'energia (che ad esempio l'anno scorso era di circa € 78,00 per MW) pertanto alla fine il CV vale € 102,00 (come valore nominale) e se consideriamo che il valore dell'energia (che va sottratto ai € 180,00 iniziali) è sempre in aumento, alla fine il CV vale sempre meno, non considerando inoltre che nel mercato gli acquirenti dei CV ricattano i piccoli produttori di energia offrendo sempre dei prezzi scontati rispetto al valore nominale del CV, e siccome il produttore ha necessità di liquidità e dunque di vendere i CV (per pagare il mutuo contratto per la costruzione dell'impianto ad esempio), alla fine vende il CV a prezzi stracciati!!! ALTRO CHE AUMENTO DEL VALORE DEI CV CON LA NUOVA FINANZIARIA!!! (PRIMA I CV VALEVANO ALMENO € 110,00 ORA MENO DI € 90,00) ALTRO CHE MAGGIORI GARANZIE PER I PRODUTTORI!!! CHI MI ASSICURA DI ACQUISTARE I CV AD UN PREZZO PRESTABILITO? SENZA RICATTI? NESSUNO!!! COSI' NON SI INCENTIVANO GLI IMPRENDTORI A INVESTIRE NELLE FONTI RINNOVABILI, ANZI SENTO DI DIRE CHE SIAMO DEMORALIZZATI!

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