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Rinnovabili: è la volta di ANEV

Sabato 9 Aprile 2011, 09:30 in Eolico, Fonti rinnovabili, Riflessioni di

Campo di Pale Eoliche.jpg

Una alla volta.

Ed ora è la volta di ANEV.

Che interviene, a difendere le sorti dell'eolico, fonte rinnovabile più matura.

Anche attaccando il fotovoltaico, fonte rinnovabile con incentivi largamente più elevati.

Nel comunicato, l'Associazione Nazionale Energia del Vento punta il dito contro il fotovoltaico, giudicato troppo costoso e poco efficiente, rispetto all'eolico.

Infatti, normalizzando i valori ai 15 anni, l'eolico necessita di 90,00 €/MWh e il Fotovoltaico di 480,00 €/MWh. In termini poi di occupazione territoriale sottratta ad altri usi (agricoli), il Fotovoltaico impiega 160 volte più terra a parità di potenza. Se poi si valuta la produzione elettrica, sempre a parità di potenza, l'eolico produce mediamente il 50% in più del Fotovoltaico.

La proposta di ANEV è, conseguentemente, di revisionare il Piano di Azione Nazionale per le energie rinnovabili, che fissa le strategie per raggiungere gli obiettivi del 2020.

In particolare, ANEV suggerisce che ogni sforamento rispetto ai target annuali e complessivi comporti un automatico taglio del valore dell'incentivo medesimo, studiando magari un meccanismo che ridistribuisca parte del risparmio ottenuto sulla rimozione delle barriere che limitano lo sviluppo delle altre fonti rinnovabili più economiche che si trovassero in ritardo rispetto agli obiettivi e il cui potenziale fosse ancora ampio; in tal modo si stimolerebbe un virtuoso meccanismo in grado di migliorare lo sviluppo di tutte le fonti rinnovabili, ma con una positiva spinta all'efficienza e alla riduzione complessiva dei costi.

In sostanza, premiare le fonti che rientrano nei budget di spesa stabiliti, ed, al contrario, punire le fonti più spendaccione.

Nel dettaglio, i punti fondamentali della proposta di ANEV sono:

- L'adeguamento mensile nei pagamenti da parte del GSE per il ritiro dei CV fino all'anno 2015;

- L'immediata definizione della tariffa post 2015 per gli impianti già in esercizio (Art. 24, comma 3) senza tagli e senza legarne la quantificazione a valori futuri dei CV per evitare ulteriori incertezze;

- Definizione tempestiva del valore dell'incentivo per gli impianti eolici che non vanno ad asta;

- Potenza della soglia sopra la quale debbano essere fatte le aste (per l'eolico 55 MW nei primi anni);

- Meccanismi di asta efficaci, da testare nei primi anni su impianti di grande taglia per poi ridurla;

- Stabilità dell'incentivo ottenuto, per tutta la durata dell'investimento, irretroattività degli interventi;

- Uniformità dei meccanismi di incentivazione per tutte le FR, al fine della corretta comparazione.

Ora, le valutazioni di ANEV sono sacrosante, come quelle di ogni altra associazione (APER, Asso Energie Future, ISES Italia, GIFI, Assosolare), ma, consentitemi una domanda: proprio non si poteva uscire con un documento unitario?

Un documento che costituisse la sintesi delle differenti valutazioni.

L'eccessiva frammentazione, purtroppo, rischia di apparire agli occhi dei più come una difesa dei propri interessi particolari.

In linea con l'antico vizio italico, del paese dei comuni.

Sul quale ha buon gioco il comportamento di chiusura del Governo, compatto, invece, nel tutelare gli interessi delle lobbies che lo sostengono.

Ciao

A presto.

 

Si ringrazia:

- anev.org

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