Fonti rinnovabili e risparmio energetico
A sostenerlo è Marco Pigni, Direttore di APER.
Il calcolo è semplice.
Saltato il nucleare, per effetto dell'esito del referendum, occorre coprire il 25% del mix energetico lasciato libero dal nucleare.
Tradotto in kWh, parliamo di circa 70 miliardi.
Di questi, secondo Pigni, almeno 40 possono essere generati dalle rinnovabili.
E, quindi, allungando lo sguardo al 2020, dei 340 miliardi di kWh di energia elettrica previsti 150 miliardi dovrebbero arrivare dalle rinnovabili.
Un traguardo alla portata delle potenzialità del settore.
Che porterebbe con sé, da qui al 2020, il raddoppio del fatturato e degli occupati, ed un costo in bolletta per i consumatori pari a circa 10 miliardi all'anno.
Pigni delinea anche la distribuzione ottimale delle rinnovabili, in dipendenza della geografia: al Sud, fotovoltaico ed eolico, al Centro ed al Nord, geotermia, idroelettrico e fotovoltaico integrato negli edifici.
Ciao.
A presto.
Si ringrazia:
Forse comprensibile l'euforia degli attori del settore Rinnovabili per l'esito del Referendum sul Nucleare, che porta all'esclusione di questa fonte di produzione nello scenario elettrico italiano. Resta da domandarsi che fine debba fare l'import (di cui l'Italia non ha mai fatto a meno) che - indubitabilmente - è prodotto quasi interamente dal Nucleare prodotto Oltralpe: Francia, Svizzera e Slovenia, per noi. Sarebbe sorprendente che le varie lobby che hanno ostracizzato lo sviluppo del Nucleare in Italia, continuino a far finta di niente per questa rilevante quota (pari al 13-15% dei nostri consumi annuali, che per convenienza importiamo regolarmente). Logica vorrebbe quindi che questa elettricità venisse sostituita da produzione fatta in Italia con altre Fonti!
C'è però da tener sempre presente che l'Italia è uno dei Paesi più vulnerabili ed a rischio per il proprio approvvigionamento energetico, da sempre il più esposto con circa l'85% di dipendenza dalle importazioni di combustibili, contro un 50% medio Ue!
L'altro elemento fondamentale, da non dimenticare mai, è che l'elettricità è un bene fondamentale per un Paese sviluppato e che occorre disporre di elettricità con sicurezza e continuità - per i vari processi produttivi - ed a prezzi ragionevolmente competitivi, per sostenere appunto l'industria in un Paese tipicamente manifatturiero come il nostro, che deve poi essere in grado di vendere i propri prodotti sui mercati internazionali. Questo vuol dire peraltro occupazione e benessere per i cittadini e lavoratori italiani.
Inoltre, una quota rilevante dell'elettricità deve poter essere disponibile SEMPRE (ed è per questo che questa significativa porzione è denominata "Energia di BASE") ed a tale funzione vengono normalmente destinate quelle tecnologie e fonti (appunto: Nucleare e Carbone) che risultano MENO COSTOSE e gestibili con continuità. Cosa questa che non è possibile con le Rinnovabili: Eolico e Solare, mentre la più importante tra queste: l'Idro ha un importante ruolo da svolgere per la modulazione di punta, quando la richiesta in rete è maggiore.
Pertanto, se prima uno scenario ragionevole prevedeva di produrre l'elettricità anche in Italia con un "Mix" diversificato ed equilibrato e composto da:
25% Nucleare - 25% Carbone - 25% Gas - 25% Rinnovabili,
è difficile immaginare di poter totalmente rimpiazzare il 25% da Nucleare per aggiungerlo totalmente alle FER, causa la loro particolarità di discontinuità nella generazione e sicura disponibilità in rete, quando serve.
Un ragionevole compromesso sarebbe quindi quello di suddividere tale mancato apporto del Nucleare tra Carbone e Rinnovabili, con il Gas nella funzione di modulatore di punta, quanto i prezzi sul mercato inevitabilmente sono più elevati.
Pensare quindi ad un:
- 35% a Carbone (con le moderne tecnologie Pulite);
- 35% da Rinnovabili (ottimizzando al massimo il potenziale da Idro, con il massimo di ripompaggi possibile);
- 30% residuo da Gas;
sarebbe quanto mai opportuno per un ragionevole "Mix" che tenga conto della necessaria economicità/competitività di generazione ed affidabile disponibilità dell'energia, ovunque quando serve.
Il tutto semza pregiudizi, illusioni e speculazioni varie che possono solo nuocere ad un Paese sviluppato e manifatturiero come il nostro.
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Mario Delfino
In effetti, secondo Pigni, il 25% lasciato scoperto dal nucleare potrebbe essere sostituito dalle rinnovabili (il 57% circa) e dal termoelettrico.
Stanti le attuali conoscenze tecnologiche, non è realisticamente pensabile di sostituire l'intera quota del nucleare con le rinnovabili.
Mario Delfino