Fonti rinnovabili e risparmio energetico
Sono mesi che le aziende delle rinnovabili sono sul piede di guerra contro il Governo per le scelte adottate in campo energetico.
Stavolta, il motivo della protesta è dato dalla Robin Hood Tax, la misura che prevede l'innalzamento dell'IRES di 4 punti percentuali, dal 6,5% al 10,5%, per tutte le aziende energetiche, comprese le aziende delle rinnovabili, con un fatturato superiore ai 10 milioni di euro.
Se la norma venisse realmente approvata metterebbe a rischio lo sviluppo di un settore chiave ed anticiclico per la nostra economia che sta già portando benefici diretti a tutti i cittadini/consumatori, riducendo i prezzi di borsa dell'energia elettrica nelle ore di picco estive per un ammontare di circa 500 milioni di euro/anno ed evitando costi per l'acquisto di titoli di emissione di CO2 per un ammontare pari a circa 200 milioni di euro/anno. La nuova tassa ridurrebbe drasticamente la prospettiva, al 2020, di nuovi posti di lavoro e di nuovi investimenti ad oggi previsti per oltre i 50 miliardi di euro.
Così Agostino Re Rebaudengo, Presidente di APER, in un comunicato diramato dall'associazione.
Ciao
A presto.
Si ringrazia:
alle 15:37
MARIO
PER FORTUNA...ALLA FINE QUELLO DELL'ENERGIA ELETTRICA (E SOPRATTUTTO QUELLA RINNOVABILE) è UN SETTORE IN CUI C'è STATA UNA FORTE SPECULAZIONE E DELLA QUALE SI è CAVALCATA L'ONDA...SLE AZIENDE CHE VENDONO ENERGIA HANNO DEI FATTURATI ALTISSIMI CON ANCHE DEI BUONI UTILI, QUYINDI DEVONO PAGARE ANCHE LORO COME FANNO TUTTI...DA QUANDO C'è STATA LA LIBERALIZZAZIONE DELL'ENERGIA LE BOLLETTE SONO AUMENTATE E IN PIù SONO NATE TANTE SOCIETà DI VENDITA DELL' ENERGIA ELETTRICA CHE PROMETTONO GRANDI AFFARI MA ALLA FINE NON MANTENGONO LA PAROLA DATA.