Fonti rinnovabili e risparmio energetico
Le modifiche introdotte all'art. 65 del DL Liberalizzazioni prevedono, tra l'altro, la possibilità, da parte del Ministero della Difesa, di realizzare impianti fotovoltaici a terra in aree agricole.
Diverse le novità contenute nel nuovo testo dell'art. 65 del DL Liberalizzazioni.
Non è ancora il testo di legge, ma dovrebbe discostarsi molto poco dalla versione definitiva.
Vediamo cosa è cambiato.
1. Agli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole non è consentito l'accesso agli incentivi statali di cui al decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28.
2. Il comma 1 non si applica agli impianti realizzati e da realizzare su terreni nella disponibilità del demanio militare e agli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra da installare in aree classificate agricole alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, che hanno conseguito il titolo abilitativo entro la data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, a condizione in ogni caso che l'impianto entri in esercizio entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Detti impianti debbono comunque rispettare le condizioni di cui ai commi 4 e 5 dell'articolo 10 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28. È fatto inoltre salvo il comma 6 dell'articolo 10 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, a condizione che l'impianto entri in esercizio entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
Questo il testo dei primi 2 commi del nuovo art. 65.
Andiamo con ordine: le norme retroattive sono state, quindi, cancellate.
Si avranno 180 giorni per far entrare in esercizio impianti fotovoltaici a terra in aree agricole, se la potenza è inferiore ad 1 MW.
Gli impianti di potenza superiore ad 1 MW dovranno essere allacciati entro 60 giorni.
Ulteriore modifica: è sparita la norma che equiparava le serre fotovoltaiche agli impianti su edifici.
Ancora:
Il comma 1 non si applica agli impianti realizzati e da realizzare su terreni nella disponibilità del demanio militare.
Il divieto di realizzare impianti fotovoltaici a terra in aree agricole evidentemente non vale per il Ministero della Difesa.
Che intascherà gli incentivi del Conto Energia.
E la Difesa visse felice e contenta...
Ciao
A presto.
Si ringrazia:
Articolo 65 Liberalizzazioni votato in Senato il 1 marzo
Le contorsioni della Politica Italiana:In controtendenza a liberalizzare i nostri Senatur ricreano Monopolio nel favorire il Demanio Militare, ovvero "immense praterie" e ghiottonerie per le grandi lobby.
In merito mi sorprende il silenzio delle Associazioni di Categoria e, in modo particolare, la grande quiete dei cosiddetti Ambientalisti, protettori della flora e fauna. Probabilmente li hanno sedati o concesso “contentini”.
Mentre per gli impianti fotovoltaici già autorizzati,attraverso la giungla burocratica italiana, e/o in corso di costruzione e/o completamento vengono concessi 60 giorni, vale a dire "sbarazziamocene" e fottiamocene se mettiamo in fallimento giovani tecnici che hanno cercato di costruirsi dei propri spazi di VITA.
E' urgente informare i politici preposti a modificare, prima della votazione finale, il comma in questione, concedendo , per il completamento e messa in esercizio degli impianti, un periodo di ameno cinque/sei mesi.
Un vero padrone concede anche un ossicino al proprio cane, diversamente chi mangia a gran boccone, prima o poi, o schiatta o s'affoga.
Buona riflessione e aggiustate il tiro.
Articolo 65 Liberalizzazioni votato in Senato il 1 marzo
Le contorsioni della Politica Italiana:In controtendenza a liberalizzare i nostri Senatur ricreano Monopolio nel favorire il Demanio Militare, ovvero "immense praterie" e ghiottonerie per le grandi lobby.
In merito mi sorprende il silenzio delle Associazioni di Categoria e, in modo particolare, la grande quiete dei cosiddetti Ambientalisti, protettori della flora e fauna. Probabilmente li hanno sedati o concesso “contentini”.
Mentre per gli impianti fotovoltaici già autorizzati,attraverso la giungla burocratica italiana, e/o in corso di costruzione e/o completamento vengono concessi 60 giorni, vale a dire "sbarazziamocene" e fottiamocene se mettiamo in fallimento giovani tecnici che hanno cercato di costruirsi dei propri spazi di VITA.
E' urgente informare i politici preposti a modificare, prima della votazione finale, il comma in questione, concedendo , per il completamento e messa in esercizio degli impianti, un periodo di ameno cinque/sei mesi.
Un vero padrone concede anche un ossicino al proprio cane, diversamente chi mangia a gran boccone, prima o poi, o schiatta o s'affoga.
Buona riflessione e aggiustate il tiro.
Egr. Estephan (mail corretta)
condivido perfettamente le tue osservazioni.
Sono amministratrice di una giovane società, composta da colleghi giovani ed intraprendenti: tre giovani ed eccellenti ingegneri.
Abbiamo voluto crederci due anni fa, ovviamente sbagliando, nello sviluppare e gestire alcuni impianti fotovoltaici, in regioni Campania e Molise.
Sono impianti meno di 1 MW e tutti autorizzati da fine 2010 a metà 2011, senza vincoli di cui ai commi 4 e 5.
Alla luce del condizionamento di realizzare e mettere in esercizio gli impianti (sono due) in 60 giorni , come recita l'art. 65 deliberato in senato, stiamo amaramente valutando di fermarci qui e bruciare i circa 300.000 euro già investiti e non correre il rischio di ingappare in future situazioni economiche insostenibili e senza poi concludere l’opera nei tempi impossibili imposti (60 gg.), al solo scopo di ingrassare Stato e Banche, in questo momento di predazione.
Ovviamente rinneghiamo l'essere all'oggi italiani e sicuramente faremo largo agli sciacalli, partendo per l'estero.
Ci si addormenta col mal di testa e il risveglio non si vedono speranze, malgrado siamo abituati alla lotta.
Che scenda il buon senso in queste menti spente, malate ...morte!
Sembra, immaginando, di vivere nel “terrore” ai tempi della rivoluzione Francese.
Egr. Estephan
condivido perfettamente le tue osservazioni.
Sono amministratrice di una giovane società, composta da colleghi giovani ed intraprendenti: tre giovani ed eccellenti ingegneri.
Abbiamo voluto crederci due anni fa, ovviamente sbagliando, nello sviluppare e gestire alcuni impianti fotovoltaici, in regioni Campania e Molise.
Sono impianti meno di 1 MW e tutti autorizzati da fine 2010 a metà 2011, senza vincoli di cui ai commi 4 e 5.
Alla luce del condizionamento di realizzare e mettere in esercizio gli impianti (sono due) in 60 giorni , come recita l'art. 65 deliberato in senato, stiamo amaramente valutando di fermarci qui e bruciare i circa 300.000 euro già investiti e non correre il rischio di ingappare in future situazioni economiche insostenibili e senza poi concludere l’opera nei tempi impossibili imposti (60 gg.), al solo scopo di ingrassare Stato e Banche, in questo momento di predazione.
Ovviamente rinneghiamo l'essere all'oggi italiani e sicuramente faremo largo agli sciacalli, partendo per l'estero.
Ci si addormenta col mal di testa e il risveglio non si vedono speranze, malgrado siamo abituati alla lotta.
Che scenda il buon senso in queste menti spente, malate ...morte!
Sembra, immaginando, di vivere nel “terrore” ai tempi della
Devo costruire un impianto da 998 KW a terra, autorizzato nel 2011, senza vincoli di cu agli famosi commi 4 e 5 dell'articolo 10 del Decreto Romani.
La programmazione dei lavori è saltata in gennaio scorso, allorquando ci si obbligava di entrare in esercizio entro il 24 gennaio u.s.
Avendo bloccato tutto: lavori, rimandi allacci Enel, sospensioni bancarie e commesse, contesto ferocemente il periodo di 60 gg. (se ciò sarà) per rimettere nuovamente in piedi la giostra e poter entrare in esercizio.
Doveva essere esteso a tutti il beneficio temporale di 6 mesi.
Ovviamente è vostra ignoranza di non conoscere i tempi di realizzazione o completamento di un impianto. Non immaginate i tempi di Enel per connessione e Collaudo (altra casta).
Caro senatore Francesco Ferrante, qualora Tu abbia fatto (?) mi sento preso solo per il c... Ho letto bene i Tuoi emendamenti, trascinando anche altri colleghi, e tra i quali stranamente tre di essi hanno presentato da soli emendamenti più favoritivi (Sen. Armato, Fioroni, Sangalli e Tomaselli).
Solita ingiustizia e amara è fatta!!!
Continuate pure a seppellirci.
PD = progressisti. Ma voi siete uomini del medioevo. Il mio rammarico che vi ho anche votato.
Quando sarò in miseria verrò a stringerVi la mano per ringraziarVi, io e la mia famiglia.
Tanta buona/mala sorte a Voi.
N.B. Abbiate il buon senso di correggerlo alla Camera)
alle 20:18
Gabriella
Art. 65 votato in senato il 1 marzo scorso: Considerazioni e commenti. (corretto)
a) Viene introdotto il Demanio Militare: apertura alle grandi lobby:
b) Possono essere costruiti e messi in esercizio “entro 180 giorni” gli impianti approvati entro la data di entrata in vigore del Decreto, rispettando le condizioni di cui ai commi 4 e 5 dell’art. 10 del D.L. 3 marzo 2011;
c) Devono essere messi in esercizio “entro 60 giorni” gli impianti inferiori ad 1 MW rispettevoli del comma 6 dell’art. 10 del D.L. 3 marzo 2011.
Considerazioni:
d) Si introduce un nuovo Monopolio: il Demanio Militare
e) In controtendenza si riaprono le grandi lottizzazioni in favore esclusivo delle grandi lobby;
f) Moltissimi impianti inferiori ad 1 MW gestiti da modesti imprenditori e giovani tecnici in 60 giorni non avranno possibilità di essere messi in esercizio (considerando i tempi di ENEL per allaccio e collaudo).
I tempi da concedere non dovrebbero essere inferiori a 6 mesi
g) Paradossalmente gli impianti superiori ad 1 MW possono essere ancora realizzati in condizioni di cui al comma 5 dell’art. 10 del D.L. 3 marzo 2011 (?);
h) Stupisce il silenzio delle associazioni Ambientaliste nei confronti della new entry Demanio.