Striscia la Notizia, il fotovoltaico, le false truffe e le vere prese in giro

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Sta diventando una telenovela...


Ieri sera è andato in onda l'ennesimo servizio di Striscia la Notizia dedicato al fotovoltaico.


Anzi, ne hanno trasmessi due, considerando anche l'intervista a Valerio Natalizia, Presidente di GIFI.


Il primo servizio ha visto ancora il prezioso contributo dell'esperto di energia.


Che ha mostrato come si manomette un impianto fotovoltaico.


E allora?


Se non sbaglio, bisognava dimostrare come avviene una truffa.

Dicesi truffa il ricavare illecito profitto ingannando qualcuno con raggiri.


Se consultiamo, invece, il Codice Penale, l'art.640 recita:


Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 51 a euro 1.032.


Perché ci sia truffa, quindi, si devono verificare due condizioni.


La prima è data da un comportamento caratterizzato da artifizi o raggiri.


La seconda è il conseguimento di un profitto, cioè un beneficio economico.


D'altro canto, se non ottengo un beneficio economico, perché dovrei attuare la mia truffa?


Per intenderci, è come se io decidessi di entrare in banca, con pistola e passamontagna, e versassi soldi piuttosto che farmeli consegnare.


Ora, torniamo al servizio di Striscia la Notizia e seguiamo passo passo le loro indicazioni.


Stacchiamo l'impianto.


E manomettiamo i collegamenti, in modo da far risultare come energia prodotta l'energia assorbita.


In pratica, la quantità di energia assorbita dall'utenza, secondo loro, risulterà anche come quantità di energia prodotta dall'utenza.


Ora:


1. Tale operazione è possibile, evidentemente se i due contatori, il contatore di produzione, che misura i kWh prodotti, è fisicamente vicino al contatore in conto scambio, che misura i kWh assorbiti.


E sappiamo bene che tale condizione non sempre si verifica.


2. Lo sanno ormai anche i bambini all'asilo che, se la superficie fisicamente disponibile lo consente, conviene sovradimensionare leggermente l'impianto fotovoltaico, rispetto al fabbisogno elettrico dell'utenza.


Passiamo ai numeri.


Ipotizziamo un contatore da 3 kW.


Abbiamo un consumo annuo pari a 4.000 kWh


E dimensioniamo l'impianto, in modo da avere una produzione annua pari a 4.300 kWh.


Prima della manomissione dell'impianto, abbiamo un importo annuo derivante dagli incentivi pari a:


kWh prodotti x tariffa incentivante = 4.300 x 0,40 = 1.720 €.


Dopo la manomissione dell'impianto, avremo, invece:


kWh prodotti x tariffa incentivante = 4.000 x 0,40 = 1.600 €.


Metto in atto una truffa, per intascare una quantità inferiore di soldi?


E dov'è il profitto?


Perché ne valga la pena, dovrei, allora, ripetere con pazienza certosina, l'operazione di manomissione ogni giorno, anzi ogni notte ed accendere a palla tutti gli elettrodomestici della casa, sempre di notte.


Ogni notte.


In tal modo aumenterei i miei consumi, e, quindi, la quantità di energia elettrica che risulterebbe prodotta e, quindi, incentivabile.


Immaginate la scena: questo povero cristo ogni sera, al calare del sole, tornato stanco dal lavoro, si arma di cacciavite e manomette l'impianto...


Suvvia, è ridicolo...


Vi sono ancora tante altre obiezioni da sollevare, quale ad esempio, sulla disparità di dati che si verrebbe a creare tra il contatore di produzione ed il contatore in conto scambio, ma, qui, a me interessa che passi il seguente messaggio:


smettiamola di prendere in giro la gente, sforzandoci di confezionare truffe inesistenti.


Avrebbero dovuto dimostrare che è possibile truffare facilmente con un impianto fotovoltaico.


Che è possibile, cioè, intascare facilmente più soldi alle spese della collettività.


Hanno dimostrato solo che è possibile manomettere l'impianto.


Con quale profitto?


Ciao


A presto.

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